Mi chiamo Daniele Picciuti. Ricordatevi questo nome perché in futuro lo vedrete spesso nelle librerie! Mmmm... suona un po' strafottente, vero? Non so se il mio nome diverrà famoso, ma certo è che questo è il mio sogno fin da piccolo. Ho iniziato a scrivere quando avevo pressappoco dieci anni, con una macchina da scrivere Olivetti, di quelle un po' antiche, che per correggere qualcosa dovevi impiccarti! Allora mi piaceva usare i personaggi dei fumetti come Paperino, Topolino, Snoopy, Gatto Silvestro (e tanti altri!) per dar vita alle mie storie horror. Un esempio? "Paperino contro Dracula"! Col tempo mi raffinai un po' e iniziai a scrivere storie più mature. Sui fogli mi piaceva disegnare le facce dei personaggi così come me li immaginavo e più avanti iniziai a ritagliare delle foto prese su giornali di gossip e ad attaccarle sulla pagina del titolo scrivendoci sotto il nome del personaggio. Ero molto fantasioso, non c'è che dire. Quando finalmente cominciai a maturare, lasciai perdere queso lato "artistico" e mi concentrai sulle storie. Scrissi qualche racconto, ispirato ad autori come Stephen King, Peter Straub e Dean R. Koontz, fino a realizzare, intorno agli anni '90, il mio primo vero romanzo: "Follia Distruttiva". Narrava la storia di un gruppo di persone bloccate in un motel a causa di una tormenta di neve che si trovavano improvvisamente in balia delle proprie paure, che diventavano terribili (e a volte fatali) realtà. Ad esso seguì un lungo periodo in cui cercai di scrivere un romanzo ambientato in Scozia sulle rive del lago di Loch Ness. Il libro, dal titolo provvisorio "I signori dell'Ombra" non sono mai riuscito a finirlo. Verso la fine degli anni '90 scrissi "Anime perdute", che all'epoca credevo essere la mia opera migliore. Raccontava la storia di una cittadina sperduta tra le montagne del nord America, che fu scossa dall'avvento di un'entità sotterranea dotata di grandi poteri, che mirava a tornare sulla superficie dopo due secoli di oscurità. In quel periodo conobbi i giochi di ruolo e l'influenza dei librigames di Lupo Solitario, insieme alle avventure di D&D mi spinsero a desiderare di creare io stesso un mondo fantasy dove ambientare le mie storie. Fu così che nacque il KHALAN. In quel periodo iniziai a partecipare a diversi concorsi ed ebbi diverse soddisfazioni, riuscendo a piazzarmi tra i finalisti del Premio Courmayeur di Letteratura Fantastica nelle edizioni dal 1997 al 2000, anno di chiusura del concorso. Intanto, tra il 1998 e il 2000, avevo iniziato a scrivere un romanzo fantasy basato su un'avventura di un gdr giocata con un gruppo di amici e venuta fuori particolarmente bene. Intitolai il libro "Tra luce e tenebra". La storia era semplice: un gruppo di avventurieri parte alla ricerca di uno scettro rubato, imbattendosi in una setta oscura che tenta di far risorgere un signore del male. Niente di speciale a pensarci, ma a me sembrava perfetta. Tentai invano di farla pubblicare e più recentemente ho capito che, per tutta una serie di motivi, non era la storia giusta. Credo che fu intorno al 2001-2002 che scrissi "L'ombra del fiume", un romanzo di fantascienza ambientato su Nun, un pianeta acquatico in cui il ciclo della vita legava in modo indissolubile tutti gli esseri viventi che lo abitavano. Tentai la strada del Premio Urania, ma andò piuttosto male. Resomi conto che forse avevo bisogno di migliorare la mia tecnica e lo stile, nell'anno formativo 2002-2003 frequentai un corso di scrittura creativa presso il Centro Lab a Roma, che aveva come docenti Lidia Ravera per la scrittura, Andrea Purgatori e Laura Ippoliti per la sceneggiatura e Roberto Dal Pra' per la sceneggiatura del fumetto. Il corso mi insegnò diverse cose e, mosso dalla passione per il cinema, l'anno successivo frequentai un laboratorio di sceneggiatura presso il centro SACT a Roma. Nel 2005 decisi di tentare la pubblicazione, presentando un romanzo breve (nato dalla fusione di due diversi racconti) a una casa editrice minore e la cosa andò bene, così il mio libro "I lupi della bruma" vide la luce in forma ufficiale. Il libro è ambientato nel Khalan ed è la storia di un cavaliere, un elfo e un soldato, che si trovano a lottare insieme contro un malvagio comandante oscuro e allo stesso tempo a svelare l'enigma che si cela dietro una maledizione. L'opera non ebbe grosso successo poiché la distribuzione era ridotta al minimo, ma mi servì per imparare una lezione: mai avere fretta. Così - siamo ormai a due anni fa - mi mossi in due direzioni: ripresi in mano un libro che avevo iniziato nel lontano 1994 assieme all'amico Luca Parigiani, intitolato "L'alba della fenice", e lo sottoposi a un editing spietato. Alla fine il risultato mi piacque e lo proposi ad alcuni editori da cui sono tuttora in attesa di risposta. La storia è quella di alcune persone (di Londra, Roma e New York) che si ritrovano come "chiamate" a radunarsi in Inghilterra da strani incubi e premonizioni. Scopriranno di doversi scontrare con i seguaci di un antico ordine druidico che tenta di far risorgere un demone che loro stessi, in una vita precedente (temporalmente collocata durante la caduta dell'Impero Romano, per la quale ho fatto una ricerca accurata, volta all'inserimento di elementi che fossero storicamente validi), sconfissero tanto tempo prima. L'altra direzione intrapresa è stata la stesura di una trilogia fantasy - che in parte devo a un anno di confronti/scontri con l'amico Bogdan Bultrini, col quale ho in cantiere un libro di cui per ora per scaramanzia, non intendo parlare - di cui ho già scritto i primi due volume, di cui il primo è già in concorso al Premio Fantasymagazine indetto da Delos Books. L'opera nel suo insieme è intitolata "Runa" ed è forse più un unico libro diviso in tre volumI che una trilogia vera e propria. Per "Runa" ho cercato di fare tesoro di quanto appreso al corso, dello stile "impressionista" di scrittori del calibro di Jon Lansdale e David Gemmell, nonché della semplicità di J.K. Rowling (la "madre" di Harry Potter). Inoltre, una nota per quanto riguarda la struttura della storia, per la quale sono stato ispirato dalla serie tv cult "Lost". Per ora è tutto... Buona lettura!